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LeFolliediVaniglia
Follemente Medito
DIARI
11 dicembre 2008
Basta pedalare
 Pedala, pedala su quella bici color arcobaleno. Pedala veloce, tanto la strada la sai bene. Pedala che forse arrivi presto, sei talmente sicura della direzione che hai preso. L'hai detto tu stessa alla mamma: lasciami andare da sola, che oramai so quale strada prendere. Lei ti ha lasciato libera di andare. Il tuo percorso ai suoi occhi non può essere che una splendida gita, poichè sei la sua bambina, niente può andarti storto. Non ti ha nemmeno detto che un temporale più affogare i tuoi sogni migliori, può far naufragare ogni tua piccola speranza. Il futuro è fuori garanzia, cantano, ma a lei non importa.
Pedali e pedali, su questo stradone grigio. In cielo non c'è un accenno di nuvola, eppure senti che tutto è troppo perfetto per essere vero. La perfezione, ti hanno insegnato, non esiste. Tu, così terribilmente razionale, non ci credi più. Ti sei stancata della gitarella perfetta.
 Il panorama è sempre lo stesso, non cambia di una virgola. Le verdi distese che scorrono alla tua destra sono sempre le stesse e le montagne alla tua sinistra sembrano lo sfondo che i tuoi genitori compravano per il presepe: un paesaggio sempre uguale che si ripete in rotoli di carta argentata.
Improvvisamente non sai più se vale la pena di pedalare su questa strada sempre uguale. La meta è così lontana.. e ostacoli invisibili rallentano anche le  pedalate più veloci. Le tue gambe sono stanche, non reggono più. L'unica cosa che vorresti fare è scendere un momento da quella dannata bici, poggiarla a terra, sederti e guardarti intorno. Ma non lo fai. Non lo fai perchè non vuoi dare a nessuno la soddisfazione di vederti mollare.
 A costo di morirci, su quella bici, a costo di perdere per sempre la strada più comoda, tu pedali.

sentimenti
20 novembre 2008
Il tempo..non serve a niente.
 Mi hanno detto di aspettare, che non devo preoccuparmi. Mi hanno detto che la miglior cosa da fare è mettersi da parte, lasciar passare. Che il tempo aggiusta tutto. Rimargina le ferite, le cicatrizza. Che basta saper attendere, pazientare e saranno gli altri a tornare da noi. Niente di più falso. Niente di più illusorio. E troppo facile. A me le cose facili non piacciono. Non perché non siano più comode, ma piuttosto perché nascondono trabocchetti fastidiosi. A volte si presentano più insidiose e dispendiose di quelle apparentemente più difficili. Ed ho preferito agire, ascoltando voci del passato che invitavano a Vivere, Vivere, Vivere, riempire bene i miei giorni, darmi una mossa. Non aspettare , seduti, che il sole tramonti. Se avessi aspettato, se avessi ascoltato coloro che mi ingannavano con le loro sane idee di buonismo, pacifismo, rassegnazione , sarei allo stesso punto di prima: illusa, delusa e angosciata. E certamente più vuota.


16 novembre 2008
Mi manchi, Oriana








E chi se ne frega delle nuvole
mentre qui, manchi tu.


E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere..







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DIARI
15 novembre 2008
Ma il lato dritto, qual è?!


 E guardando la Terra che appare sciolta dalla catena del suo Sole l'uomo si chiederà : dove si muove ora?  Dov'è che ci muoviamo noi? ..via da tutti i Soli? Non è il nostro un eterno precipitare?  E all'indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati ? Esiste ancora un alto e un basso?  Non stiamo, forse, vagando come attraverso un infinito nulla?  Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto più freddo? Non segiuta a venire notte, sempre più notte?

Già da un po'  mi turbavi, mio caro Friedrich. Ma così non vale, mi hai investito in pieno.
Boom.
E non vedo più il pavimento dove camminare.



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DIARI
13 novembre 2008
Lacrime di malinconia
 Guardavo le gocce sul finestrino, quando l’ho vista. Era seduta su quel muretto fradicio, con i piedi in una pozzanghera. Lo zaino accanto ai piedi, e i piedi nell’acqua. La pioggia le inzuppava la giacca, i pantaloni, il cappuccio dal quale spuntavano quei capelli corvini. Lunghi. Il volto non le si vedeva, forse era l’unica cosa che in quel momento voleva proteggere. Il temporale le stava sopra,  ma a lei non importava. Chi le stava intorno, cosa stesse facendo, se piovesse, nevicasse o fosse freddo, le era del tutto indifferente. Con pazienza, assolutamente tranquilla, fumava quella sigaretta. Aspirava a lungo, quasi rapita e guardava verso il basso. Sembrava volesse guardare il cielo riflesso su quella sozza pozzanghera. Chissà che guardava.
Io guardavo lei, e ad un tratto , con un gesto quasi isterico, ha alzato la testa, mi ha fissato.  Lunghe lacrime le scendevano sul viso, le portavano via il nero del trucco, si confondevano con le gocce del mio finestrino.
 Allora s'è alzata , ha gettato via la sigaretta, ha pescato lo zaino dalla pozzanghera, e se n'è andata.
E m'ha messo una gran malinconia.

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5 novembre 2008
Yes, we can..


- Grazie America -


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DIARI
1 novembre 2008
Ho a che fare con dei cretini
Gli ho chiesto come stasse e mi ha detto "Benissimo, Grazie..!"
Gli ho detto ben per te, non pensavo.
Dice " Mai stato meglio, guarda.. Ti faccio un esempio? Ieri sera, discoteca..e poi dritto fino a stamattina, colazione al bar.. neanche a casa, capisci? Sì, sto molto meglio. Molto, molto meglio. Sono uscito con una.. Guarda, non ho più riguardi, ora. Mi godo la vita..."
Gli ho chiesto se avesse davvero tagliato col passato
Dice " Certo! Chiuso! Basta! Voltato pagina! Ora sai che faccio? Cambio una ragazza alla settimana, tanto.. Una bionda, una mora, giovani, belle..
Contento te..
"
Sì, tanto.. son bambinette, non badano ai sentimenti.. Una alla settimana..  Sto molto meglio.."
Fortuna che eri tu quello delle storie serie, del Voglio Costruire Una Famiglia
"Ma tu non capisci, io l'amavo!.. L'amavo! Mi ha distrutto, non lo capisci? Io..l'amo!"
Oh no, ci risiamo.. sapevo, io..
" Ma secondo te torna se vado con le altre?"
No
"
Ma secondo te torna se faccio l'indifferente?"
No
"
Ma secondo te torna se faccio finta d'esser felice senza lei? ..oppure è meglio se faccio finta di star male?.. Ma io sto male..!"
Non torna, non torna
"
Perchè dici così, perchè?!"
Perchè sei un cretino, perchè usi le persone. Perchè sei un arrogante, perchè non ti sopporto.
" Ah.. ..Esci con me stasera?"




DIARI
25 ottobre 2008
Cameriera, io?
 E ci siamo. Le “ferie” son finite e stasera si ricomincia a lavorare. Devo ammettere che un po’ mi mancava.. l’odore della pizza, le chiacchierate con la gente, le risate a cena, le battute fra colleghi.. Dopo un po’ ci si fa talmente l’abitudine che non si riesce a starne senza. Si è dipendenti da un lavoro che magari nemmeno piace. Io, da principio, non l’ho mai considerato il mio lavoro. Sebbene sia un Signor lavoro, in un Signor Ristorante, con Signori colleghi (e una Signora paga) non lo vedo come il mio futuro lavoro. L’ho sempre e solo usato come mezzo per fare un po’ di esperienza, accumulare crediti scolastici e naturalmente soldi. Mai e poi mai potrei farlo per tutta la vita, per prima cosa perché non ho la materia essenziale: la pazienza. Stimo coloro che ce l’hanno, ma in me risulta introvabile, per quanto mi impegni. La strafottenza dei clienti a volte è talmente esagerata che , per soggetti permalosi come la sottoscritta, è una vera tortura.
Non sopporto chi pretende, per iniziare. Chi pretende un determinato tavolo, magari già occupato. Chi pretende una sedia piuttosto che un’altra. Chi pretende un piatto non in menù. Chi pretende una pizza spessa un centimetro virgola tre, di diametro non inferiore a 35 centimetri, cotta uniformemente, soprattutto al centro ma non bruciata ai lati. Non sopporto il Signor cliente che pretende un tavolo per trenta persone il giorno di ferragosto senza aver prenotato e sbraita inutilmente che ,se il tavolo non  lo trovo , sono un’incompetente e devo cambiare lavoro (ovviamente lui fa l’ingeniere). Non sopporto chi si piazza davanti al pizzaiolo e guarda il forno, urlandomi nelle orecchie ogni trenta secondi Le vedo!! queste son le mie, non le bruci, me ne intendo, io! Non sopporto chi ordina antipasto, primo, secondo e poi, abbuffatosi di antipasti e primi, pretende di non pagare il secondo. Non sopporto i genitori che prendono il ristorante come un asilo nido, e lasciano scorrazzare i loro pargoletti nel bel mezzo della sala, finchè il povero cameriere porta i  quattro piatti, facendo lo slalom fra automobiline, biglie e oggetti non identificati. E se per sbaglio ti scappa un “Cazzo, ma li può mica tenere fermi i bambini?” quasi ti denuncia e se ne va indignato, senza pagare naturalmente. Così le senti anche dal titolare.
Odio sentir urlare i bambini, odio sentir urlare i loro genitori e odio le lamentele degli altri clienti.
Odio la confusione in genere. 
Allora com'è che stasera non vedo l'ora di andar a lavorare?




DIARI
23 ottobre 2008
Il tempo è relativo
 Dovrei fare mille cose.
Studiare, innanzitutto. Pagine e pagine , sicuramente interessanti, son appoggiate ovunque. 
Dovrei finire di leggere la pila di libri che ho sul comodino, iniziata da chissà quanto e lasciata in balia dell’ispirazione.
Dovrei riordinare la libreria, che è in uno stato pietoso, fogli sparsi qua e là, libri pigiati in ogni angolino possibile, sopra sotto , di fianco, dietro.
Dovrei decidermi a rifare l’armadio, gettare il passato, far sì che non mi si presenti più davanti.
Dovrei rifare anche il letto, visto che da un po’ ho perso di vista il lenzuolo.
Dovrei andar fuori , oggi, che è così una bella giornata, non sembra nemmeno autunno.. dovrei correre, sfogarmi, sfinirmi .
Dovrei andare in piscina, da quanto non lo fo? Da un secolo. 
Dovrei stirarmi i capelli. O tagliarli? Sì, un bel taglio netto e via.
Dovrei decidermi ad andare dal dentista, e smetterla di rinviare questo dannato giudizio.
Dovrei cambiare occhiali, non ne posso più di questi. E non ci vedo più. Sai che fo? Domani vado, cambio montatura.
Dovrei esser costante, cosa che non fo, e prender la maledetta patente prima possibile.

Dovrei cancellare e riorganizzare i pensieri.

Ma la verità è che non ho tempo per niente. Se non ho tempo, non ho voglia. 
Devo riorganizzare le mie priorità.









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DIARI
15 ottobre 2008
Ricordami di dirti che non ne posso più di te

  Il tempo passa e le cose peggiorano.
Cerco di rimediare, di salvare il salvabile, di non farti arrabbiare ancora , perchè so che ti arrabbi per un nonnulla. E ciò mi da fastidio. Perchè se io m'azzardassi ad arrabbiarmi quando mi pare, cioè quando qualcosa di te non mi va, steremmo sempre a litigare.
Sento un'incomprensione che va molto oltre a ciò che mi aspettavo. Una competizione che non ha niente a che fare con Le sorelle che eravamo prima.
Ma dove sei finita? Dov'è andata quella che conoscevo io? Quella che mi faceva ridere quando nessuno ci riusciva, quella con la quale condividevo pensieri che con altri mai avrei condiviso, quella che riusciva a capire le mie malinconie, i miei bisogni di solitudine.. Non c'è più, è sparita.
Al suo posto c'è una persona che, ad averla conosciuta così, l'avrei odiata a morte.
Tutto di te m'infastidisce, dal modo in cui fumi, al modo in cui metti la giacca, al modo in cui,  inganni, affascini, e streghi gli stupidi che cadono ai tuoi piedi dicendoti  "Sei assolutamente la più bella del mondo". Sembri così falsa, ma che ti è successo?
Di te non ho bisogno, mi hai urlato oggi.
Acida.
Sprezzante.
Arrogante.
Insopportabile.

 "Ma Io ti Lovvo, Io Tivvibbi". Così mi scrivi
Ed io non  so che farmene. Mi sono stancata. Ora la guerra dell'indifferenza la incomincio io.
E non ci sarò quando starai male, quando le Tue persone Importanti ti avranno voltato le spalle, come spesso succede. Quando ti sentirai stanca, incompresa e sola. Quando avrai bisogno di quella che, in fondo, ti conosce più di tutti.
Basta.
 Forse all'inizio sentirai un po' la differenza, ma poi -stanne certa- ti ci abituerai, come fai di solito quando usi le persone a tuo piacimento,e poi le umilii, ancora ed ancora, in un circolo infinito.

Io ne esco, non ci sto più.


 
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Curiosità
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 Un giorno mi dissero che le persone si capiscono da un'occhiata alla camera da letto: come vi teniamo gli armadi, i mobili, le scarpe, quale colore scegliamo per le pareti, l'ordine con cui sistemiamo  i libri, il gusto dell'arredamento.

 Considerate le Follie di Vaniglia come un'anticamera della mia stanza.
Io scrivo ciò che sono

 ***




Infinite volte ti verrò a cercare nelle mie stanze vuote

***



Le Poëte est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l'archer;
exilé sur le sol au milieu des huées,
ses ailes de géant l'empêchent de marcher.




***






Svergognata, ti piace la libertà?


***




Io Non Sono Un Uomo.
Io Sono Dinamite.



***







Bisogna essere molto forti
per amare la solitudine.



***




  -I'm a Freak of Nature-




Life can be heavy, but it all turns
around and goes into
something else..
                            Anastacia

Thanks , 'cos sometimes
 I think I'm falling down, 
but you never let me fall.





***














Risultato test vita precedente:
oracolo Lavoro: Non so come possa farti sentire, ma nella tua vita precedente eri di sesso MASCHILE ed eri un BIBLIOTECARIO, PRETE o GUARDIANO DELLE RELIQUIE TRIBALI ..
Zona: Vivevi a Bahia, Brazil
Periodo storico: antica grecia
Un breve profilo psicologico della tua vita precedente:
Carattere rivoluzionario. Hai probabilmente provocato dei cambiamenti in ogni campo: politica, affari, religione. Probabilmente un leader del tuo tempo



IL CANNOCCHIALE